Cosa è e cosa non è?

Cosa è e cosa non è mindfulness?

La mindfulness è una tecnica, uno strumento usato per migliorare la qualità della vita. Per alcuni è una “filosofia di vita”, uno stato mentale. Il suo scopo è promuovere il benessere e ridurre ansia e stress, e viene praticata per comprendere meglio se stessi e la realtà circostante nel momento presente e per agire/reagire in modo lucido e consapevole.

Non è una terapia o una psicoterapia e non ha lo scopo di curare i disturbi, medici o psicologici che siano. Gli specialisti della salute mentale la utilizzano come strumento integrativo, a sostegno del proprio intervento, e per favorire il benessere del paziente.

Non è una pratica per tutti. Gli esperti della pratica avvertono che, in psicoterapia, non è adatta a tutti i pazienti, in quanto richiede disciplina, tempo e impegno. Con alcuni soggetti predisposti, poi, potrebbe portare a seri effetti collaterali, come sensazioni di scollamento e distacco da se stessi, depersonalizzazione e isolamento sociale.

Non è una tecnica di rilassamento. La meditazione non punta al rilassamento, ma al raggiungimento di un’attenzione consapevole. Il rilassamento può essere un effetto secondario, tuttavia, cercare di raggiungerlo può essere controproducente poiché non permette di allenare l’attenzione.

Non è una “tecnica magica” che libera da ogni problema. Come abbiamo visto, l’obiettivo della mindfulness non è eliminare i pensieri o le emozioni negative, ma imparare ad accettarli senza farsi “possedere” da loro. Non è nemmeno una strategia utile in tutte le occasioni: insegna ad affrontare le situazioni della vita in modo consapevole, riducendo l’influenza degli automatismi e delle abitudini disfunzionali.

Non è una religione o una pratica spirituale. Pur traendo origine dalle tecniche della filosofia buddista, non ha mantenuto i principi del buddismo e non persegue gli stessi obiettivi.

In quali contesti viene utilizzata? 

La mindfulness ha trovato un ruolo di rilievo in tutte le discipline psicologiche che si occupano di promozione del benessere e di prevenzione e viene utilizzata in molteplici contesti e ambiti.

Salute mentale: prevenzione delle ricadute nella depressione e nelle dipendenze, per il supporto negli interventi di ansia, disturbo di panico, disturbi dell’alimentazione, disturbi di personalità, disturbi del sonno, gestione e riduzione dello stress, regolazione emotiva e promozione dell’intelligenza emotiva. In questo ambito, ha avuto grande diffusione soprattutto nel cognitivismo, in cui la Mindfulness Based Cognitive Therapy rappresenta il protocollo più diffuso nei casi di depressione maggiore.

Ambito educativo ed età evolutiva: promozione della capacità cognitive, sostegno nello sviluppo di competenze prosociali ed emotive, riduzione dei comportamenti impulsivi e miglioramento dell’attenzione nell’ADHD, regolazione dello stress, aumento di autostima e di tolleranza della frustrazione.

Gravidanza: riduzione di ansia e sintomi depressivi pre- e post-partum, riduzione e gestione dello stress.

Ambito neurologico: miglioramento del funzionamento esecutivo, delle capacità cognitive e di elaborazione, possibile prevenzione della demenza.

Ambito medico-clinico: gestione del dolore, controllo dei sintomi, fronteggiamento di malattie croniche o terminali, alterazioni ormonali.