Psicologia Transpersonale

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APPROCCIO DI PSICOLOGIA TRANSPERSONALE E BTE

La Psicologia Transpersonale opera per la realizzazione del sé, il risveglio della natura intima di ogni individuo e delle sue qualità più genuinamente umane.

La Scuola trasmette i principi e i metodi della Psicoterapia Transpersonale secondo gli orientamenti di autori quali: S. Grof, K. Wilber, P. Weil, C. Tart, A. Maslow, con particolare riguardo alla metodologia Biotransenergetica elaborata da Pier Luigi Lattuada.

Vengono forniti abilità e strumenti per:

  • Un percorso individuale di realizzazione del sé
  • La conoscenza teorica del modello transpersonale
  • L’utilizzo del modello transpersonale nella pratica psicoterapeutica individuale e di gruppo, nell’ambito della famiglia, delle comunità, delle aziende, delle scuole.

Il termine Transpersonale applicato alla Psicologia indica quelle aree della realtà psichica che si estendono oltre l’identificazione con la personalità individuale.

Con Psicologia Transpersonale si intende pertanto l’approccio che si occupa dello studio e della cultura della spiritualità e della comprensione dell’esperienza interiore di ordine trascendente.

Tale concetto di esperienza nel corso dei secoli ha ricevuto, dalle diverse tradizioni, denominazioni diverse: estasi mistica, esperienza cosmica, coscienza cosmica, esperienza oceanica, peak experience, nirvana, satori, samadhi, regno dei cieli.

Nella sua ricerca la Psicologia Transpersonale integra l’esperienza della Psicologia occidentale – soprattutto del filone gestaltico, esistenziale, umanista – con le tradizioni mistiche fondate sulla meditazione e con quelle sciamaniche fondate sull’estasi e sul contatto diretto con le forze della natura.

Subisce, inoltre, una forte influenza dalle più recenti acquisizioni della fisica moderna e della biofisica ed è in stretto rapporto con altre scienze quali: la sofrologia, la sociologia, l’antropologia e l’etnopsichiatria.

La Psicologia Transpersonale si caratterizza come il frutto del contributo di studiosi eterogenei per formazione e provenienza che misero al centro della loro ricerca psicologica la trascendenza dell’Io e l’esperienza spirituale.

Primo tra tutti da citare è Carl Gustav Jung, che postulò l’esistenza di un inconscio collettivo, da lui stesso definito uberpersonliche (transpersonale).

Secondo Jung è l’esperienza spirituale la via maestra per la risoluzione della nevrosi.

Successivamente fu Abraham Maslow, fondatore della Psicologia umanistica, a gettare le basi – forse più di chiunque altro – per la nascita della Psicologia Transpersonale come forza e realtà organizzata all’interno del panorama degli approcci psicologici.

Roberto Assagioli, colui che propose un approccio definito Psicosintesi che consentisse all’individuo di ampliare i confini personali per arrivare alla realizzazione di un Sé transpersonale, sembra sia stato il primo a coniare il termine Psicologia Transpersonale.

In seguito Pierre Weil, uno dei grandi padri di tale approccio, ha individuato i suoi confini e i relativi ambiti di intervento: coscienza, memoria, evoluzione e morte.

Stanislav Grof e Ken Wilber sono oggi le figure più rappresentative del movimento transpersonale.

In Italia gli autori che, tra gli altri, più hanno contribuito all’elaborazione teorica e alla diffusione del movimento transpersonale sono: Laura Boggio Gilot, Arturo De Luca e Pier Luigi Lattuada.

Le linee essenziali

Il modello psicoterapeutico transpersonale si svolge lungo le seguenti linee essenziali. Ciascuno di noi possiede una “natura intima”, essenziale, naturale, innata, fondata biologicamente. Tale natura è in parte specifica della persona, in parte caratteristica dell’intera specie. Essa sembra essere “intrinsecamente buona”. È portatrice dei bisogni di base e contiene le emozioni e le capacità umane fondamentali, le potenzialità, i talenti, gli equilibri fisiologici e temperamentali, l’attrezzatura anatomica e così via.

Questo nucleo intimo fondato sulle potenzialità ha bisogno di essere nutrito e sostenuto per potersi radicare. L’educazione, le aspettative culturali, i condizionamenti, il timore della disapprovazione, lo soffocano con facilità. I contenuti di tale nucleo pertanto sono per lo più repressi e, pertanto, inconsci.

Dalla repressione, frustrazione o negazione di tali potenzialità intrinseche si genera la malattia. I disturbi della personalità vanno pertanto considerati come il risultato di un blocco nel processo di autorealizzazione.

Il processo di autorealizzazione passa attraverso il contatto con la propria natura intima, l’accettazione incondizionata di sé, cioè dei propri bisogni e aspirazioni e la loro espressione, ovvero la realizzazione di queste capacità latenti o potenzialità verso quel “pieno compimento” della nostra essenza naturale e, come vedremo, spirituale.

Lungo questa strada gli ostacoli vanno ricercati nei fattori di stabilizzazione o strutture conservative dell’io. Tali strutture se cronicizzate e consolidate da un eccessivo rigore nell’attenzione alle norme del sociale, finiscono per bloccare la libera espressione del nostro sé e ad imprigionare la spontaneità e la naturalezza in schemi di comportamento stereotipati.

Inoltre esse sono sostenute da istanze quali: il controllo, la volontà, l’autocritica, l’analisi, la misura, il conformismo, la ponderatezza, la cautela; finiscono quindi per sostituirsi a quella forza dinamica e saggia, a quella voce interiore che tende a guidarci verso ciò che è “giusto” per noi stessi e per chi ci circonda, verso qualità più genuinamente umane quali la fiducia, l’amore, l’umiltà, la compassione, la determinazione, la comprensione, la sincerità, la fluidità, la sensibilità.

Il percorso terapeutico

La Psicoterapia Transpersonale si muove nella direzione non, come è ovvio, della distruzione delle strutture conservative, ma verso un ritrovato equilibrio tra spontaneità e controllo, a tutt’oggi sbilanciato sul versante del controllo.

La straordinaria ampiezza delle tecniche impiegate non sta a significare un’assenza di metodo o di identità. La specificità dell’approccio psicoterapeutico Transpersonale risulta chiaramente se prendiamo in considerazione la distinzione che fa Vaughan tra Contenuto, Processo e Contesto Transpersonale in psicoterapia.

Biotransenergetica

La Biotransenergetica è un atto poetico, suo intento è insegnare a riconoscere la sacralità dello slancio creativo del vivente in ogni sua manifestazione e conformarsi alle sue leggi.

La Biotransenergetica è una disciplina psico-spirituale concepita agli inizi degli anni 80 grazie ad un incontro d’amore tra Pier luigi Lattuada, medico psicoterapeuta e Marlene Silveira, psicologa, psicoterapeuta. Da allora, in oltre trentamila ore di lavoro clinico presso il Centro Om di Milano, Pier Luigi Lattuada ha perfezionato il modello teorico e il sistema operativo, creando una metodologia fondata sulla filosofia perenne delle antiche tradizioni spirituali e sostenuti dalle più recenti acquisizioni della nuova scienza, della ricerca sugli stati di coscienza, della visione integrale e della Gnosi Transpersonale.

Cosa può offrire la Biotransenergetica?

  • Padronanza dell’esperienza interiore (capacità estatica, esplorazione degli stati di coscienza.
  • Consapevolezza e amore compassionevole (persistenza del contatto, qui e ora, volere il benessere altrui).
  • Sviluppo della consapevolezza di Sé attraverso l’esperienza interiore.
  • Sviluppo dell’amore compassionevole attraverso partecipazione e condivisione.
  • Superamento dalla storia personale (libertà dal conosciuto, dalla pienezza emotiva).
  • Transidentificazioneempatica e comprensione (padronanza del transe).
  • Coraggio dell’imperfezione (capacità di sbagliare).
  • Atteggiamento sacro (fiducia, umiltà e devozione).
  • Responsabilità e volontà creativa.
  • Partecipazione e condivisione con l’altro e l’ambiente.
  • Responsabilità (accettazione della propria libertà individuale).
  • Volontà creativa ( sviluppo delle potenzialità).
  • Accettazione della propria unicità (diventare quello che si è).
  • Entelechia: coraggio per realizzare il proprio vero Sé.
  • Unità tra il proprio Sé cosciente e i vari livelli dell’inconscio.
  • Impegno evolutivo per il benessere comune.
  • Liberazione dal senso di colpa, affermazione della tensione spirituale e accettazione della differenza tra le cose come sono e come dovrebbero essere.
  • Risanamento degli atteggiamenti e dei propri  modelli di comportamento.
  • Utilizzo creativo delle influenze della storia personale nell’ambiente familiare e sociale.
  • Dissoluzione dei propri sintomi attraverso la comprensione della loro vera natura e del loro messaggio evolutivo.