COME DIVENTARE EMPATICO?
L’empatia è una delle capacità umane più sottili e, allo stesso tempo, più potenti. Non è solo capire cosa prova un’altra persona, ma accettare che il suo sentire sia reale e legittimo, anche quando è diverso dal nostro. È un movimento interiore: uscire per un attimo dal centro della propria esperienza e avvicinarsi a quella dell’altro, senza invaderla e senza giudicarla.
Essere empatici non significa “provare le stesse emozioni”, né tantomeno essere sempre d’accordo. Significa riconoscere che ogni persona guarda il mondo da una posizione diversa e unica, fatta di storia, ferite, desideri e paure. L’empatia nasce proprio lì: nel rispetto di quella distanza. Paradossalmente, per avvicinarsi davvero a qualcuno, bisogna prima accettare che non saremo mai completamente lui o lei.
Diventare empatici è un processo lento, che richiede soprattutto attenzione. Attenzione alle parole, ma anche ai silenzi, ai gesti, a ciò che non viene detto. Richiede la capacità di sospendere l’impulso a spiegare, correggere, consigliare. Spesso non siamo poco empatici perché non capiamo, ma perché abbiamo fretta di rispondere.
Un altro passaggio fondamentale è il rapporto con se stessi. Chi non ascolta le proprie emozioni difficilmente saprà ascoltare quelle altrui. L’empatia cresce quando impariamo a riconoscere la nostra fragilità senza vergogna, perché è proprio da lì che nasce la comprensione dell’altro. Accettare i propri limiti rende meno necessario giudicare quelli altrui.
C’è poi un aspetto etico dell’empatia: scegliere di vedere l’altro come una persona, non come un problema, un ostacolo o un’etichetta. In questo senso, l’empatia è anche un atto di responsabilità. Ci chiede di rallentare, di non semplificare, di resistere alla tentazione delle risposte facili.
Infine, diventare empatici non vuol dire annullarsi. L’empatia matura convive con i confini: sentire l’altro senza perdersi, comprendere senza caricarsi di tutto. È un equilibrio delicato, che si costruisce con il tempo e con l’esperienza.
In fondo, l’empatia è una forma profonda di presenza. È dire, spesso senza parole: “Ti vedo. La tua esperienza conta.” E in un mondo che corre e giudica, questa presenza è già una forma di cura.
A cura di: Studio PsicoBenesere

