Cosa è autolesionismo e come si cura?

COSA É L’AUTOLESIONISMO E COME SI CURA?

L’autolesionismo, noto anche come autoaggressione, è un comportamento in cui una persona infligge intenzionalmente danno al proprio corpo. Questo può includere pratiche come tagliarsi, bruciarsi, colpirsi o danneggiare la pelle in altri modi. L’autolesionismo non è generalmente motivato da un intento suicida, ma può essere una risposta a emozioni intense, stress, ansia o dolore psicologico.

Le persone possono ricorrere all’autolesionismo come modo per gestire emozioni difficili, esprimere il proprio disagio o sentirsi in controllo in situazioni in cui si sentono impotenti. È importante notare che l’autolesionismo è un segno di sofferenza interiore e che cercare aiuto da un professionista della salute mentale può essere fondamentale per affrontare le cause sottostanti e trovare modi più sani per far fronte alle emozioni.

La cura dell’autolesionismo di solito richiede un approccio multidisciplinare, che può includere:

  1. Terapia psicologica: Comunemente viene consigliata la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è spesso efficace nel trattare l’autolesionismo. Aiuta le persone a identificare e modificare schemi di pensiero negativi, oltre a sviluppare strategie più salutari per affrontare le emozioni.
  2. Supporto professionale: Consultare un terapeuta specializzato in disturbi emotivi può fornire un supporto prezioso e aiutare a esplorare le cause sottostanti del comportamento.
  3. Supporto sociale: Avere qualcuno di fiducia (come amici o familiari) con cui parlare delle proprie emozioni può essere di grande aiuto. Gruppi di supporto possono anche fornire un senso di comunità e comprensione.
  4. Tecniche di gestione dello stress: Imparare tecniche di rilassamento come la meditazione, la respirazione profonda, lo yoga o l’esercizio fisico può aiutare a gestire l’ansia e altre emozioni difficili.
  5. Sostituzione delle abitudini: Trovare attività alternative per esprimere emozioni, come disegnare, scrivere, suonare uno strumento musicale o praticare sport, può essere utile per ridurre l’impulso di autolesionismo.
  6. Educazione e consapevolezza: Capire meglio le proprie emozioni e il funzionamento del proprio corpo può aiutare a ridurre il comportamento autolesionista. Questo include la comprensione dei propri trigger e la ricerca di modi per affrontarli senza danneggiare se stessi.

È importante sottolineare che il percorso di cura è personale e può variare da una persona all’altra.

Psicoterapia per l’autolesionismo

La psicoterapia per l’autolesionismo è un approccio terapeutico mirato a trattare le cause sottostanti di questo comportamento e a sviluppare strategie più sane per affrontare le emozioni difficili. Ecco alcune delle forme di psicoterapia che possono essere utili:

  1. Terapia cognitivo-comportamentale (CBT): Questa forma di terapia si concentra sul riconoscimento e sulla modifica dei pensieri e dei comportamenti disfunzionali. La CBT aiuta le persone a identificare i trigger che portano all’autolesionismo e a sviluppare strategie per affrontare le emozioni senza ricorrere a comportamenti autolesionisti.
  2. Terapia dialettico-comportamentale (DBT): Sviluppata specificamente per affrontare comportamenti autolesionistici e disturbi borderline, la DBT combina strategie di CBT con tecniche di mindfulness. Insegna come tollerare il dolore emotivo, migliorare le relazioni interpersonali e regolare le emozioni.
  3. Terapia centrata sulla persona: Questo approccio si basa sull’idea che ogni individuo ha il potenziale per la crescita e il cambiamento. Il terapeuta fornisce un ambiente sicuro e di supporto dove la persona può esplorare i propri sentimenti e esperienze.
  4. Terapia di gruppo: Partecipare a un gruppo di supporto o a una terapia di gruppo può offrire un senso di comunità e comprensione. I membri possono condividere le proprie esperienze e strategie per affrontare l’autolesionismo.
  5. Terapia psicodinamica: Questa forma di terapia esplora i conflitti emotivi e le esperienze passate che possono contribuire a comportamenti autolesionistici. L’obiettivo è portare alla luce questi problemi e lavorarci sopra.
  6. Interventi basati sulla mindfulness: Questi approcci aiutano le persone a diventare più consapevoli delle proprie emozioni e a sviluppare tecniche per affrontarle senza ricorrere a comportamenti autolesionisti.

La scelta del tipo di psicoterapia dipende dalle esigenze individuali e dalle preferenze della persona. È importante consultare un professionista della salute mentale per valutare la situazione specifica e sviluppare un piano di trattamento adeguato. La psicoterapia può essere un percorso efficace per affrontare l’autolesionismo e migliorare il benessere emotivo.

Psicoterapia Transpersonale e Autolesionismo

La psicoterapia transpersonale è un approccio psicoterapeutico che integra elementi della psicologia tradizionale con aspetti spirituali e filosofici. Si concentra sullo sviluppo dell’individuo e sul potenziamento della consapevolezza e della personale crescita, andando oltre il semplice trattamento dei sintomi.

In relazione all’autolesionismo, la psicoterapia transpersonale può offrire diversi benefici:

  1. Comprensione profonda: Questo approccio aiuta le persone a esplorare le loro esperienze più profonde e significative, consentendo di comprendere le radici emotive e spirituali del comportamento autolesionista.
  2. Consapevolezza e mindfulness: La psicoterapia transpersonale incoraggia la pratica della consapevolezza, che può aiutare le persone a diventare più consapevoli delle loro emozioni e dei loro pensieri. Questa maggiore consapevolezza può ridurre l’impulso di autolesionismo, poiché le persone imparano a riconoscere e a vivere le emozioni senza doverle esprimere attraverso comportamenti autolesionisti.
  3. Rifugio spirituale: L’approccio transpersonale aiuta le persone a connettersi con una dimensione spirituale della loro vita, che può fornire senso, scopo e supporto emotivo, riducendo il bisogno di ricorrere all’autolesionismo come forma di coping.
  4. Integrazione di esperienze: Attraverso l’esplorazione di stati alterati di coscienza e di esperienze trascedenti, la terapia transpersonale può aiutare le persone a integrare esperienze emotive traumatiche o dolorose, portando a una maggiore guarigione e comprensione di sé.
  5. Espressione creativa: La psicoterapia transpersonale tende a incoraggiare l’uso dell’espressione creativa come mezzo di esplorazione e guarigione, coinvolgendo arte, scrittura o altre forme di espressione che possono aiutare le persone a elaborare le proprie emozioni senza danneggiarsi.

È importante notare che, sebbene la psicoterapia transpersonale possa offrire molti benefici, è fondamentale consultare un professionista qualificato che abbia esperienza nel trattare comportamenti autolesionisti. Ogni persona è unica, e un approccio personalizzato e multidisciplinare è spesso il migliore per affrontare le esigenze specifiche.

Consigli per affrontare l’autolesionismo

Ecco alcuni consigli finali per chi sta affrontando l’autolesionismo o per chi desidera supportare qualcun altro che ne soffre:

  1. Cerca aiuto professionale: Rivolgersi a uno psicologo o a un terapeuta specializzato può fare una grande differenza. La terapia può fornire un luogo sicuro per esplorare le emozioni e sviluppare strategie per affrontarle.
  2. Stabilisci una rete di supporto: Parla con amici o familiari di fiducia riguardo alle tue esperienze. Avere qualcuno con cui condividere i propri sentimenti può alleviare il senso di isolamento.
  3. Identifica i trigger: Fai attenzione alle situazioni, emozioni o pensieri che ti spingono all’autolesionismo. Scrivere un diario può aiutarti a identificare questi fattori scatenanti.
  4. Sviluppa strategie di coping: Lavora su tecniche alternative per affrontare il dolore emotivo, come esercizi di respirazione, meditazione, yoga, o attività artistiche. Trovare modi sani per esprimere le tue emozioni è fondamentale.
  5. Impara a gestire le emozioni: Investi tempo nell’apprendimento di tecniche di gestione delle emozioni che ti aiutino ad affrontare paura, tristezza o ansia senza ricorrere a comportamenti dannosi.
  6. Pratica la consapevolezza: La mindfulness può aiutarti a rimanere presente nel momento e a osservare le tue emozioni senza giudizio. Ciò può ridurre l’impulso di autolesionismo.
  7. Evita l’isolamento: Cerca di rimanere connesso con le persone, anche se può essere difficile. Le interazioni sociali possono fornire conforto e sostegno.
  8. Stabilisci obiettivi piccoli e realizzabili: Fissare obiettivi a breve termine, come praticare una nuova tecnica di gestione dello stress o contattare una persona fidata ogni settimana, può aiutarti a sentirti più in controllo.
  9. Sii gentile con te stesso: Accetta che il cambiamento richiede tempo e che è normale avere alti e bassi lungo il percorso. Trattati con compassione e comprensione.
  10. Cerca risorse educationali: Informati su libri, articoli o video che trattano l’autolesionismo e il benessere emotivo. La conoscenza può aiutarti a sentirti meno solo e più motivato a cambiare.

Ricorda che affrontare l’autolesionismo è un viaggio personale e che non sei solo. Chiedere aiuto e cercare supporto sono passi fondamentali verso la guarigione.

(Dott. Arnaldo Quispe – Psicologo e Psicoterapeuta Transpersonale Tel. 339.1295244).


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