Valgo

“Ho perso così tanto che ho imparato a vincere; Ho pianto così tanto, che si mi è disegnato alla fine un sorriso. Conosco così tanto il pavimento che guardo solo il cielo. Ho toccato il fondo così tante volte che ogni volta che scendo so che domani salirò. Sono così stupito di come sia l’essere umano, che ho imparato ad essere me stesso. Ho dovuto sentirmi solo per imparare a stare con me stesso e sapere che sono una buona compagnia. Ho provato ad aiutare gli altri così tante volte che ho imparato a chiedermi aiuto.

Ho sempre cercato di rendere tutto perfetto e ho capito che tutto è davvero imperfetto come dovrebbe essere (me compreso).

Faccio solo quello che devo, nel modo migliore che posso e gli altri che fanno quello che vogliono. Ho visto così tanti cani correre senza senso, che ho imparato ad essere una tartaruga e ad apprezzare il viaggio. Ho imparato che in questa vita niente è al sicuro, solo la morte … ecco perché mi godo il momento e quello che ho.

Ho imparato che nessuno mi appartiene, e ho imparato che staranno con me per tutto il tempo che vogliono e dovrebbero essere, e chiunque sia veramente interessato a me… me lo farà sapere in ogni momento e contro qualunque cosa.

Quella vera amicizia esiste, ma non è facile trovarla. Che chi ti ama te lo dimostrerà sempre senza doverglielo chiedere. Essere fedeli non è un obbligo ma un vero piacere quando l’amore è il tuo proprietario. Cioè vivere … la vita è bella con il suo andirivieni, con i suoi sapori e senza sapori … ho imparato a vivere e ad assaporare ogni dettaglio, ho imparato dagli errori ma non vivo pensando a loro, perché sono sempre un amaro ricordo che ti impedisce vai avanti, beh, ci sono errori irrimediabili. Le ferite forti non vengono mai cancellate dal tuo cuore, ma c’è sempre qualcuno veramente disposto a guarirle con l’aiuto di Dio. Cammina mano nella mano con Dio, tutto migliora sempre. E non sforzarti troppo perché le cose migliori della vita accadono quando meno te le aspetti. Non cercarli, cercano te. Il meglio deve ancora venire”

(Nadine Stair: “Valgo”… 1978)


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