Io posso dire NO

IO POSSO DIRE NO

Essere brave, belle, simpatiche, adorabili, capaci, disponibili: per le donne sono priorità importanti. Che però hanno un alto prezzo: la disponibilità continua.

Ci sono donne che vorrebbero ritagliarsi tempi per stare in pace e fare quello che amano ma li rimandano in nome di una legge interiore che recita: prima di tutto gli altri.

Ci sono donne che adorano sentirsi dire «Ma quanto sei simpatica!» senza accorgersi che quei complementi spesso vengono pagati a caro prezzo.

Ci sono donne che si nutrono di frasi del tipo: «Come sei gentile», «Che carina», «Su di te posso sempre contare», «Per fortuna che ci sei tu» senza accorgersi che l’attenzione degli altri spesso ha una contropartita velenosa: la disattenzione verso se stesse.

Ci sono donne che conoscono una sola abitudine: dire si. A tutto e a tutti.

E’ molto più facile piacere se siamo sempre disponibili. E’ un’assicurazione contro le critiche, un lasciapassare sicuro per un giudizio positivo da parte degli altri.

«Lei è eccezionale» si dice quando una donna c’è. C’è per la famiglia, c’è per il datore di lavoro, c’è per il vicino di casa, c’è per i collaboratori, c’è per il cane, il gatto, il ficus benjamin….

«Che brava!» dicono gli altri…Peccato però che quella donna non c’è per se stessa. Peccato che i “si, si, si” ripetuti meccanicamente a tutti nascondano un “no” grande e profondo che si incide nella sua anima.

Ma per le donne è difficile dire “no”. È difficile perché vogliono essere amate. Perché vogliono essere sicure di ricevere affetto e apprezzamento.

E in questo il “si si” c’è un lasciapassare garantito. Ma è anche una firma alla propria esclusione.

E’ un abbandono di sé.L’anima femminile precipita nel gelo.

Non basta fare felici gli altri. Bisogna fare felici anche se stesse. Non è vero che la felicità altrui basta. È una favola che è stata raccontata alle donne per renderle buone e accomodanti.

Conta anche la propria felicità, contano i “si” cantati a se stesse, i sorrisi alle proprie passioni, l’accoglienza verso i propri desideri.

Ma bisogna mettere in previsione che dire “no” non è facile, perché le donne si sentono sbagliate quando lo fanno, troppo abituate a ripetere «si, si, non ti preoccupare ci penso io». Ma bisogna assolutamente impararlo.

Succede che certe donne che percorrono i sentieri della loro vita con i “si si” come fossero un motore che le muove, a un certo punto virano, muovono decise il timone verso un’altra direzione.

Smettono di guardare fuori, solo verso gli altri.

Quando lo fanno all’inizio tante volte si arrabbiano: «Ma quanti “no” ho detto a me stessa, ma chi me l’ha fatto fare…».Poi qualcosa succede e i “no” iniziano a volteggiare con i “si” in una danza di equilibrio tra l’amore per gli altri e l’incontro con la propria anima…

(Simona Oberhammer – La Via Femminile)


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